giovedì 17 gennaio 2019

Denuncia cumulativa dei contratti di affitto di fondi rustici

Per i contratti di affitto di fondi rustici non stipulati per atto pubblico o scrittura privata autenticata, l’obbligo della registrazione può essere assolto presentando, entro il mese di febbraio, presso un ufficio dell’Agenzia delle entrate, una denuncia in doppio originale relativa ai contratti in essere nell’anno precedente (articolo 17, comma 3-bis, Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro Dpr 131/1986 - Tur). L’aliquota dell’imposta per la registrazione dei contratti di affitto di fondo rustico è stabilita nello 0,5%, con un minimo di 67 euro (articolo 5, comma 1, lettera a, Tariffa parte 1 allegata al Tur). Peraltro, nel caso di “denuncia cumulativa”, ai sensi del ricordato articolo 17, comma 3-bis, l’aliquota si applica sulla somma dei corrispettivi pattuiti per i singoli contratti, ma, in ogni caso, l’ammontare dell’imposta dovuta per la denuncia non può essere inferiore a 67 euro (nota II-bis, articolo 5, Tariffa parte 1 allegata al Tur).

Fonte: Agenzia Entrate

mercoledì 16 gennaio 2019

Spese veterinarie non detraibili

Nel novero delle spese veterinarie che danno diritto alla detrazione Irpef del 19%, fino a un importo massimo di 387,40 euro, per la parte che eccede la franchigia di 129,11 euro (articolo 15, comma 1, lettera c-bis, Tuir), non rientrano quelle sostenute per la cura di animali di qualunque specie allevati o detenuti nell’esercizio di attività commerciali o agricole (decreto n. 289 del 6 giugno 2001). Per tali spese, quindi, la detrazione non spetta.

Fonte: Agenzia Entrate

lunedì 14 gennaio 2019

Contributi e familiari a carico

Sono deducibili dal reddito complessivo i contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi (articolo 10, comma 1, lettera e, Tuir). Si ha diritto alla deduzione anche se gli oneri sono stati sostenuti per i familiari fiscalmente a carico.

Fonte: Agenzia Entrate

venerdì 11 gennaio 2019

Interventi chirurgici: detrazione Irpef

Nell’ambito delle spese sanitarie che danno diritto alla detrazione Irpef del 19% (articolo 15, comma 1, lettera c, Tuir) rientrano anche quelle sostenute per interventi chirurgici, inclusi quelli di piccola chirurgia, che possono essere eseguiti in day hospital da parte di un medico chirurgo, con anestesia locale e senza necessità di alcuna degenza. In particolare, sono detraibili le spese sostenute per interventi chirurgici ritenuti necessari per un recupero della normalità sanitaria e funzionale della persona ovvero per interventi finalizzati a riparare inestetismi, sia congeniti sia dovuti a eventi pregressi (come, ad esempio, incidenti stradali, incendi), comunque suscettibili di creare disagi psico-fisici. Nel caso in cui le spese siano certificate da più documenti, la detrazione spetta per l’intera spesa a condizione che il collegamento con l’intervento chirurgico risulti dai documenti di spesa o sia attestato dalla struttura sanitaria mediante integrazione degli stessi o mediante certificazione aggiuntiva (circolare n.7/E del 27 aprile 2018).

Fonte: Agenzia Entrate

giovedì 10 gennaio 2019

Fattura elettronica differita

Dal 1° gennaio 2019, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati in Italia (e per le relative variazioni) devono essere emesse esclusivamente fatture elettroniche, utilizzando il Sistema di interscambio (articolo 1, comma 3, Dlgs 127/2015). 
L’entrata in vigore di tale obbligo, peraltro, non ha modificato le disposizioni dettate dal decreto Iva in materia di “fatturazione differita” (possibilità di emettere fattura entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione - articolo 21, comma 4, Dpr 633/1972). 
Pertanto, è possibile emettere una fattura elettronica “differita”. 
Ad esempio, in relazione a una cessione di beni eseguita il 20 gennaio 2019, sarà possibile emettere una fattura elettronica “differita” il 10 febbraio 2019. Inoltre, al momento della cessione (20 gennaio), si dovrà: emettere un documento di trasporto (o altro documento equipollente) che accompagni la merce; datare la fattura elettronica 10 febbraio 2019, con l’indicazione dei riferimenti del documento o dei documenti di trasporto (numero e data); includere la relativa Iva nella liquidazione del mese di gennaio.

Fonte: Agenzia Entrate

lunedì 7 gennaio 2019

Quesito: intermediazione immobiliare e familiari

La detrazione del 19% relativa ai compensi, comunque denominati, pagati a soggetti di intermediazione immobiliare in dipendenza dell’acquisto dell’abitazione principale, per un importo non superiore a 1.000 euro per ciascuna annualità (articolo 15, comma 1, lett. b-bis, Tuir), non spetta se le spese sono sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico (circolare n. 7/E del 27 aprile 2018).

Fonte: Agenzia Entrate

sabato 5 gennaio 2019

Legge di bilancio per il 2019: forfait per i pensionati esteri

Il nuovo articolo 24-ter del Tuir, introdotto dalla legge di bilancio 2019, disciplina un regime fiscale facoltativo riservato ai titolari di pensioni estere che si trasferiscono nel Sud d’Italia: essi, infatti, possono optare per l’assoggettamento dei redditi “esteri” a un’imposta sostitutiva del 7%, beneficiando, inoltre, dell’esonero dagli obblighi dichiarativi in materia di monitoraggio fiscale e dal pagamento di Ivie e Ivafe (articolo 1, commi 273-275, legge 145/2018).
 
Ambito applicativo
Le persone fisiche, titolari di redditi da pensione erogati da soggetti esteri (pensioni di ogni genere e assegni a esse equiparati), che trasferiscono la propria residenza fiscale in uno dei comuni delle regioni del Mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia), con popolazione non superiore a 20mila abitanti, possono optare per l’assoggettamento dei redditi, di qualunque categoria, percepiti da fonte estera o prodotti all’estero, a un’imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria, con aliquota del 7% per ciascuno dei periodi d’imposta di validità dell’opzione.
 
Per l’individuazione dei “redditi percepiti da fonte estera o prodotti all’estero”, occorre fare riferimento ai criteri stabiliti dall’articolo 165, comma 2, Tuir, secondo il quale “i redditi si considerano prodotti all’estero sulla base di criteri reciproci a quelli previsti dall'articolo 23 per individuare quelli prodotti nel territorio dello Stato” per l’applicazione dell’imposta nei confronti dei non residenti.
 
In ogni caso, resta ferma la possibilità di esercitare l’opzione per l’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia, come disciplinata dall' articolo 24 bisTuir.
 
Al nuovo regime di tassazione, peraltro, possono accedere solo le persone fisiche che:
  • non siano state fiscalmente residenti in Italia nei cinque periodi d’imposta precedenti a quello in cui l’opzione diviene efficace
  • trasferiscono la residenza da Paesi con i quali sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa. 
Il requisito del trasferimento della residenza è soddisfatto se sono rispettati i criteri fissati, in linea generale, dall’articolo 2, comma 2, Tuir, in base al quale “ai fini delle imposte sui redditi, si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo d’imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice civile”.
 
Adempimenti
Coloro che decidono di optare per il regime dell’imposta sostitutiva devono indicare la giurisdizione (o le giurisdizioni) in cui hanno avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione.
Successivamente, l’Agenzia delle entrate trasmette queste informazioni, attraverso idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alle autorità fiscali delle giurisdizioni indicate.
 
Esercizio dell’opzione
L’opzione deve essere espressa nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia e opera a partire da tale periodo.
Essa, inoltre, è valida per i primi cinque periodi d’imposta successivi a quello in cui è divenuta efficace.
 
Imposta sostitutiva
L’imposta sostitutiva del 7% deve essere pagata in un’unica soluzione entro il termine previsto per il versamento del saldo delle imposte sui redditi.
Per l’accertamento, la riscossione, il contenzioso e le sanzioni si applica la disciplina dettata per l’Irpef.
L’imposta sostitutiva non è deducibile da nessun’altra imposta o contributo.
 
Revoca e decadenza
L’opzione è revocabile e, in tal caso, sono fatti salvi gli effetti prodotti nei periodi d’imposta precedenti.
 
Cause di decadenza dall’opzione sono:
  • l’accertamento dell’insussistenza dei requisiti previsti ovvero il venir meno degli stessi
  • l’omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva. 
A seguito della revoca o della decadenza, non è possibile l’esercizio di una nuova opzione.
 
Applicazione del regime ordinario
È possibile manifestare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva rispetto ai redditi prodotti in uno o più Stati o territori esteri. Tale intenzione deve essere specificamente indicata in sede di esercizio dell’opzione o attraverso una sua successiva modifica.
Soltanto in tale ipotesi, per i redditi prodotti negli Stati o territori esteri indicati, si applica il regime ordinario e si ha diritto al credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero.
 
Esenzioni
Coloro che esercitano l’opzione, per i periodi d’imposta in cui la stessa è valida:
  • non sono tenuti alla presentazione del quadro RW (investimenti e attività finanziarie all’estero - articolo 4, Dl 167/1990)
  • sono esenti dal pagamento dell’Ivie (imposta sul valore degli immobili situati all’estero) e dell’Ivafe (imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero). 
Destinazione delle risorse
Infine, si prevede che le risorse provenienti dalle maggiori entrate derivanti dall’attuazione del regime siano destinate al finanziamento delle università che hanno la sede in Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia (da individuare con un decreto ministeriale), in cui sia presente almeno un dipartimento in discipline tecnico-scientifiche e sociologiche.

Fonte: Agenzia Entrate

venerdì 4 gennaio 2019

Legge di bilancio per il 2019: nasce il tax credit per le edicole

Tra le diverse misure di favore contenute nella legge di bilancio per il 2019, vi è l’introduzione di un nuovo credito d’imposta, spettante, per gli anni 2019 e 2020, agli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici (articolo 1, commi 806-809, legge n.145/2018)
L’agevolazione è estesa anche agli esercizi che, pur non esclusivamente dedicati alla vendita dei giornali, rappresentano l’unico punto vendita al dettaglio di quei prodotti nel comune di riferimento (ad esempio: le rivendite di generi di monopolio; le rivendite di carburanti e oli minerali; i bar, inclusi gli esercizi posti nelle aree di servizio delle autostrade e nell’interno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime ed esclusi altri punti di ristoro, ristoranti, rosticcerie e trattorie; i centri commerciali; le librerie con superficie di almeno 120 mq).
 
Il bonus è riconosciuto, a ciascun esercente, nella misura massima di 2mila euro e, comunque, tenendo conto dell’ammontare complessivo delle risorse finanziarie a esso destinate: 13 milioni di euro per l’anno corrente, 17 milioni per il 2020.
 
L’entità del beneficio è parametrata:
  • agli importi pagati a titolo di Imu, Tasi, Cosap e Tari per i locali in cui è svolta l’attività di vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici al dettaglio
  • alle eventuali spese di locazione
  • ad altre spese individuate con il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, che dovrà essere adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio, stabilendo anche le disposizioni applicative per il monitoraggio e il rispetto dei vincoli di spesa previsti. 
Il credito d’imposta potrà essere fruito entro i limiti delle regole europee sugli aiuti de minimis e sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24.

Fonte: Agenzia Entrate

giovedì 3 gennaio 2019

Legge di bilancio per il 2019: sostitutiva per le lezioni private

Tra le misure fiscali introdotte dalla legge di bilancio 2019, vi è il nuovo regime di tassazione delle lezioni private e delle ripetizioni (articolo 1, commi da 13 a 16,legge 145/2018).
 
A partire dal 1° gennaio 2019, infatti, ai compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni, svolta dai docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado, si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef (e delle addizionali regionali e comunali) con l’aliquota del 15%.
È fatta comunque salva la possibilità di optare per l’applicazione dell’Irpef nei modi ordinari.
 
I docenti dipendenti pubblici che svolgono l’attività di insegnamento a titolo privato (fermo restando quanto previsto dal Testo unico sul pubblico impiego in materia di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi - cfr articolo 53 Dlgs 165/2001) devono comunicare all’amministrazione di appartenenza l’esercizio di attività extra-professionale didattica per consentire la verifica di eventuali situazioni di incompatibilità.
 
Si ricorda che il Testo unico in materia di istruzione stabilisce che al personale docente non è consentito impartire lezioni private ad alunni del proprio istituto. Peraltro, i docenti che svolgono lezioni private devono informare il dirigente scolastico, al quale va altresì comunicato il nome degli studenti e la loro provenienza. Ove le esigenze di funzionamento della scuola lo richiedano, il dirigente scolastico può vietare lo svolgimento di lezioni private o interdirne la continuazione, sentito il consiglio di circolo o di istituto (articolo 508, Dlgs 297/1994).
 
L’imposta sostitutiva del 15% deve essere versata entro il termine stabilito per il pagamento dell’Irpef, la cui disciplina, peraltro, si applica anche per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi e il contenzioso.
 
Con un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate saranno stabilite le modalità di attuazione del nuovo regime.

Fonte: Agenzia Entrate

Interventi chirurgici: detrazione Irpef

Nell’ambito delle spese sanitarie che danno diritto alla detrazione Irpef del 19% (articolo 15, comma 1, lettera c, Tuir) rientrano anche quelle sostenute per interventi chirurgici, inclusi quelli di piccola chirurgia, che possono essere eseguiti in day hospital da parte di un medico chirurgo, con anestesia locale e senza necessità di alcuna degenza. In particolare, sono detraibili le spese sostenute per interventi chirurgici ritenuti necessari per un recupero della normalità sanitaria e funzionale della persona ovvero per interventi finalizzati a riparare inestetismi, sia congeniti sia dovuti a eventi pregressi (come, ad esempio, incidenti stradali, incendi), comunque suscettibili di creare disagi psico-fisici. Nel caso in cui le spese siano certificate da più documenti, la detrazione spetta per l’intera spesa a condizione che il collegamento con l’intervento chirurgico risulti dai documenti di spesa o sia attestato dalla struttura sanitaria mediante integrazione degli stessi o mediante certificazione aggiuntiva (circolare n.7/E del 27 aprile 2018).

Fonte: Agenzia Entrate

venerdì 14 dicembre 2018

Recupero edilizio e permuta dell’immobile

In linea generale, si ricorda che nell’ipotesi di “vendita” dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di recupero edilizio, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita, per i rimanenti periodi d’imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica (articolo 16-bis, comma 8, Tuir). Sul punto, è stato precisato che l’espressione “vendita” deve intendersi riferita a tutte le ipotesi in cui si realizza una cessione dell’immobile, anche a titolo gratuito (quindi anche in caso di donazione – circolare Min.Finanze n.57/1998). 
Inoltre, è stato chiarito che le medesime considerazioni valgono anche nell’ipotesi di permuta poiché, in base all’articolo 1555 del codice civile, “le norme stabilite per la vendita si applicano anche alla permuta, in quanto siano con questa compatibili” ( circolare 25e/2012)

Fonte: Agenzia Entrate

mercoledì 21 novembre 2018

Detrazione canoni locazione



A favore dei titolari di contratti di locazione per unità immobiliari utilizzate come abitazione principale spetta una detrazione Irpef graduata, tra l’altro, in relazione al tipo di contratto di locazione, alla situazione personale del locatario e all’ammontare del reddito complessivo. 
In particolare, in base a quanto stabilito dall’articolo 16, comma 01, Tuir, ai titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale, stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431/1998, spetta una detrazione complessivamente pari a: 300 euro (se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro); 150 euro (se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro, ma non a 30.987,41 euro). Si ha diritto alla detrazione non solo se il contratto è stato stipulato ai sensi della legge 431/1998, ma anche se è stato stipulato sulla base di precedenti normative e automaticamente prorogato per gli anni successivi (risoluzione 200/e del 16 maggio 2008). La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto ed è rapportata al periodo dell’anno durante il quale l’unità immobiliare locata è adibita ad abitazione principale; per abitazione principale si intende quella nella quale il soggetto titolare del contratto di locazione o i suoi familiari dimorano abitualmente.

Fonte: Agenzia Entrate

mercoledì 7 novembre 2018

Detrazione spese ginnastica riabilitativa

Nell’ambito delle spese sanitarie che danno diritto alla detrazione Irpef del 19% rientrano anche quelle per prestazioni specialistiche. Sono da ricomprendere tra le spese specialistiche detraibili, se eseguite in centri autorizzati e sotto la responsabilità tecnica di uno specialista, diverse tipologie di esami e terapie, tra cui la ginnastica di riabilitazione degli arti e del corpo (circolare n. 7/E del 27 aprile 2018).

Fonte: Agenzia Entrate

sabato 20 ottobre 2018

Costruzioni rurali e reddito fabbricati

Non si considerano produttive di reddito di fabbricati le costruzioni o porzioni di  costruzioni rurali, e relative pertinenze, appartenenti al possessore o all’affittuario dei terreni cui servono e destinate: a) all’abitazione delle persone addette alla coltivazione della terra, alla custodia  dei fondi, del bestiame e degli edifici rurali e alla vigilanza dei lavoratori agricoli, nonché dei familiari conviventi a loro carico, sempre che le caratteristiche dell’immobile siano rispondenti alle esigenze delle attività esercitate; b) al ricovero degli animali e di quelli occorrenti per la coltivazione; c) alla custodia delle macchine, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione; d) alla protezione delle piante, alla conservazione dei prodotti agricoli e alle attività di manipolazione e trasformazione (articolo 42, Tuir – cfr anche articolo 9, Dl 557/1993).

Fonte: Agenzia Entrate

sabato 13 ottobre 2018

Termine di presentazione di Redditi Pf 2018

Il modello Redditi Persone fisiche 2018 deve essere presentato entro il 2 luglio 2018, se l'adempimento viene eseguito in forma cartacea per il tramite di un ufficio postale, oppure entro il 31 ottobre 2018, se la presentazione è effettuata per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite un intermediario abilitato. Si ricorda che sono esclusi dall’obbligo della presentazione telematica e, pertanto, possono avvalersi del modello cartaceo, solo i contribuenti che: a) pur possedendo redditi che possono essere dichiarati con il modello 730, non possono presentarlo; b) pur potendo presentare il modello 730, devono dichiarare alcuni redditi o comunicare dati utilizzando i relativi quadri del modello Redditi Pf (RM, RT, RW); c) devono presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.

Fonte: Agenzia Entrate

martedì 9 ottobre 2018

Recupero edilizio e convivente more uxorio

Per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016, la detrazione Irpef relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio (articolo 16-bis, Tuir) spetta anche al convivente more uxorio del possessore o detentore dell’immobile, anche in assenza di un contratto di comodato. La disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta, infatti, insita nella convivenza che si esplica ai sensi della legge 76/2016 ("legge Cirinnà"). Ne consegue che il convivente more uxorio che sostiene le spese ha diritto a fruire della detrazione al pari dei familiari conviventi. Egli, quindi, può beneficiare della detrazione anche per le spese sostenute per interventi effettuati su una delle abitazioni nelle quali si esplica il rapporto di convivenza, anche se diversa dall’abitazione principale della coppia. La legge Cirinnà, per l’accertamento della “stabile convivenza” richiama il concetto di famiglia anagrafica (cfr Dpr 223/1989): ne consegue che tale status può risultare dai registri anagrafici o essere oggetto di autocertificazione (risoluzione n.64/e del 28 luglio 2016 e circolare 7/e  del 27 aprile 2018)

Fonte: Agenzia Entrate

lunedì 8 ottobre 2018

Agevolazioni disabili e furto del veicolo

Le agevolazioni fiscali previste, in materia di Irpef (detrazione del 19% del costo sostenuto, calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro) e Iva (aliquota ridotta del 4%), a favore dei disabili per l’acquisto di veicoli possono essere applicate anche per acquisti successivi, a patto che siano trascorsi almeno quattro anni dal precedente. Il limite temporale non opera nel caso in cui il veicolo acquistato con le agevolazioni sia stato cancellato dal Pra per demolizione. Inoltre, è possibile fruire nuovamente dell’agevolazione per il riacquisto entro il quadriennio quando il primo veicolo acquistato con le agevolazioni fiscali è stato rubato e non ritrovato. In questo caso, il disabile deve esibire al concessionario la denuncia di furto e la registrazione della “perdita di possesso” effettuata dal Pra (circolare 11/E  del 21 maggio 2014)

Fonte: Agenzia Entrate

sabato 6 ottobre 2018

Bonus mobili e lavori su pertinenze

Coloro che beneficiano della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio possono usufruire anche della detrazione per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di recupero (“bonus mobili” - articolo 16, comma 2, Dl 63/2013). Il bonus spetta anche qualora i mobili e i grandi elettrodomestici siano destinati ad arredare l’immobile, ma l’intervento cui è collegato tale acquisto sia effettuato sulle pertinenze dell’immobile stesso, anche se autonomamente accatastate (circolare n.7/e del 27 aprile 2018)

Fonte: Agenzia Entrate

giovedì 4 ottobre 2018

Spese per pedagogista non detraibili

Le prestazioni rese dai pedagogisti non sono detraibili in quanto quella del pedagogista non può essere considerata una professione sanitaria. Il ministero della Salute, infatti, ha avuto modo di precisare che si tratta di una figura che opera in ambito sociale, svolgendo la sua attività nei settori formativo, educativo, sociale e socio-sanitario, solo per le prestazioni sociali (circolare n. 3/E del 2 marzo 2016)

Fonte: Agenzia Entrate

lunedì 1 ottobre 2018

Credito d’imposta stabilimenti termali

La legge di bilancio 2018 ha esteso l’applicabilità del tax credit strutture ricettive, vale a dire del credito d’imposta relativo alle spese sostenute per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere (articolo 10, Dl 83/2014), agli stabilimenti termali anche per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali (articolo 1, comma 17, legge 205/2017).

Fonte: Agenzia Entrate

venerdì 28 settembre 2018

Proventi conseguiti in sostituzione di redditi: indicazione in dichiarazione dei redditi

I proventi conseguiti in sostituzione di redditi (anche a seguito di cessione dei relativi crediti), le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, gli interessi moratori e gli interessi per dilazione di pagamento, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti ovvero di quelli da cui derivano i crediti su cui tali interessi sono maturati. In queste ipotesi devono essere utilizzati gli stessi quadri del modello di dichiarazione nei quali sarebbero stati dichiarati i redditi sostituiti o quelli ai quali i crediti si riferiscono. Rientrano in questa categoria, ad esempio, la cassa integrazione, l’indennità di disoccupazione, la mobilità, l’indennità di maternità, le somme che derivano da transazioni di qualunque tipo e l’assegno alimentare corrisposto in via provvisoria a dipendenti per i quali pende il giudizio innanzi all’autorità giudiziaria. Le indennità spettanti a titolo di risarcimento dei danni consistenti nella perdita di redditi relativi a più anni vanno dichiarate nel quadro RM, sezione II.

Fonte: Agenzia Entrate

giovedì 27 settembre 2018

L’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di rettificare i bilanci: Ordinanza


Con Ordinanza 24 agosto 2018, n. 21106, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di rettificare il bilancio di una società di capitali, contestando la sua veridicità e correttezza, senza che ne sia previamente accertata la falsità in sede penale o civile.
In particolare la Suprema Corte evidenzia che l’articolo 2379 del Codice Civile prevede che,chiunque ne abbia interesse, può impugnare la delibera di approvazione del bilancio, entro tre anni dalla sua iscrizione, per ottenerne l’annullamento, chiedendo al giudice di valutare se l’atto sia stato redatto in conformità ai principi di verità e chiarezza previsti dalla legge, senza alcuna necessità di esperire contestualmente querela incidentale di falso, né tantomeno di attendere l’esito di un eventuale procedimento penale a carico degli amministratori.
Secondo la Corte di Cassazione, quindi, l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di rettificare il bilancio, contestando i criteri utilizzati dal contribuente nella sua redazione, al fine di far emergere la sussistenza di un credito tributario evaso o l’insussistenza di quello chiesto a rimborso.

Fonte: Seac

Ecobonus e cessione del credito

La legge di bilancio 2018 ha previsto la possibilità di cedere il credito corrispondente alla detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica anche nel caso di lavori effettuati sulle singole unità immobiliari (in precedenza, questa possibilità era limitata solo agli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici condominiali). Quindi, con riferimento alle spese sostenute per gli interventi finalizzati al risparmio energetico, i soggetti beneficiari, anziché fruire della detrazione, possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione. Per i contribuenti diversi dai soggetti “incapienti”, è esclusa la possibilità di cedere il credito a istituti di credito e a intermediari finanziari (articolo 14, comma 2-sexies, Dl 63/2013). Invece, coloro, che nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese, si trovavano nelle condizioni di cui all' articolo 11, comma 2, e all' articolo 13, comma 1, lettera a), e comma 5, lettera a), Tuir (“incapienti”), possono cedere il credito anche a banche e a intermediari finanziari (articolo 14, comma 2-ter, Dl 63/2013).

Fonte: Agenzia Entrate

mercoledì 26 settembre 2018

Sport bonus, seconda finestra: al via le domande tramite Pec

Le imprese che nel 2018 effettuano erogazioni liberali finalizzate alla ristrutturazione o conservazione di impianti sportivi pubblici e intendono usufruire dello “Sport bonus - seconda finestra”, possono inviare le relative istanze da oggi e fino al prossimo 23 ottobre. Le richieste trasmesse fuori da detti limiti temporali non saranno esaminate.
A precisarlo, una  nota della presidenza del Consiglio dei ministri.
La domanda va inviata all’ufficiosport@pec.governo.it tramite posta elettronica certificata, utilizzando l’apposito modello disponibile sul sito dell’ufficio per lo Sport della Pdcm.
 
È l’ultimo tassello dell’agevolazione introdotta dalla legge di bilancio 2018 (articolo 1, commi da 363 a 366, legge 205/2017), la cui disciplina applicativa è stata dettata dal Dpcm 23 aprile 2018.

Il credito d’imposta è riconosciuto, nel limite complessivo di spesa di 10 milioni di euro, in due finestre temporali di 120 giorni ciascuna.
 
Il bonus è riconosciuto nel limite del 3 per mille dei ricavi annui, nella misura del 50% delle erogazioni liberali in denaro fino a 40mila euro, ed è utilizzabile, in tre quote annuali di pari importo in ciascuno degli esercizi finanziari 2018, 2019, 2020, esclusivamente in compensazione tramite F24 presentato attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Il codice tributo da indicare è “6892.
 
Ricordiamo che lo scorso 14 settembre, sul sito dell’ufficio per lo Sport è stato pubblicato l'elenco definitivo delle imprese alle quali è stato riconosciuto il beneficio fiscale in relazione alla “prima finestra”, identificate con il codice seriale attribuito dall’Ufficio e, ciascuna, con indicazione del credito d’imposta spettante.

Fonte: Agenzia Entrate

mercoledì 19 settembre 2018

Sisma bonus: classificazione e verifica sismica immobili

A partire dal 1º gennaio 2017, tra le spese ammesse a beneficiare del sisma bonus (detrazione Irpef relativa alle spese sostenute per gli interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche, la cui misura ammonta, a seconda dei casi, al 50%, 70%, 80%, 75% o 85% – cfr articolo 16, comma 1-bis, 1-ter e 1-quater, 1-quinquies, Dl 63/2013) rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili (articolo 16, comma 1-sexies).

Fonte: Agenzia Entrate

martedì 18 settembre 2018

Detrazioni Irpef e conviventi

In base a quanto previsto dalla legge Cirinnà (legge 76/2016 - Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze), si intendono per conviventi di fatto due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile (articolo 1, comma 36). Diversamente da quanto stabilito per le unioni civili, per le convivenze di fatto la legge Cirinnà non ha previsto l’equiparazione al matrimonio. Pertanto, il convivente non può fruire della detrazione relativa alle spese sostenute nell’interesse dell’altro convivente (circolare n. 7/E del 27 aprile 2018).

Fonte: Agenzia Entrate

lunedì 17 settembre 2018

La “contabilità semplificata” non preclude il regime forfettario

La decisione di avvalersi della contabilità semplificata, per “comportamento concludente”, non vincola il contribuente alla permanenza triennale nel regime. Di conseguenza, l’istante ha facoltà di fruire, per l’anno d’imposta 2018, della disciplina forfettaria senza dover osservare alcun obbligo di continuità.

Il chiarimento arriva dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n.64 del 14 settembre 2018.

L’interpello in esame è stato presentato da una contribuente che dall’anno 2015 ha svolto l’attività di parrucchiera in regime di contabilità semplificata (articolo 18 Dpr 600/1973) senza esercitare l’opzione nel quadro VO della dichiarazione Iva, pur avendo i requisiti per accedere al regime forfettario.
L’istante, che nel 2017 aveva esercitato l’opzione per il regime semplificato, chiede se, a partire dal 2018, può usufruire del regime forfettario, indipendentemente dalla scelta effettuata l’anno precedente.

L’Agenzia delle entrate è dell’avviso che la scelta per comportamento concludente, fatta nel 2015, di avvalersi del regime contabile semplificato e di determinare il reddito secondo i criteri dell’articolo 66 del Tuir, non vincola l’istante alla permanenze in tale regime. Secondo l’Agenzia è irrilevante anche il fatto che nel 2017 la contribuente ha esercitato l’opzione e determinato il reddito secondo il criterio di cassa. Il vincolo, infatti, vale solo per i contribuenti che scelgono di rimanere nel regime semplificato e non per chi, essendo in possesso dei requisiti, sceglie di accedere al forfettario.

L’istante, di conseguenza, può avvalersi per l’anno d’imposta 2018 del regime forfettario.

L’Agenzia, però, ricorda che la scelta e la revoca dei regimi di determinazione dell’imposta comportano anche l’obbligo, da parte del contribuente, di comunicare l’opzione, nella prima dichiarazione annuale Iva successiva alla scelta operata. In caso di omessa, tardiva o irregolare comunicazione, il regime impositivo vale ugualmente ma il contribuente è sanzionabile.

Nel caso in esame, la mancata indicazione dell’opzione nella dichiarazione Iva dell’anno d’imposta 2015, costituisce una violazione che l’istante potrà, in ogni caso, sanare tramite il ravvedimento operoso.

Fonte: Agenzia Entrate
 

sabato 15 settembre 2018

Liquidazione Iva II trimestre 2018: invio dei dati entro il 17 settembre

Il termine ultimo per la trasmissione della comunicazione dei dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’Iva relativa al secondo trimestre 2018 è lunedì 17 settembre (l’ordinaria scadenza del 16, infatti, cade di domenica).
 
L’amministrazione fiscale precisa che, per tale adempimento, non opera la proroga disposta dall’ultima legge di bilancio (articolo 1, comma 932, legge 205/2017), la quale si riferisce esclusivamente alla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (“spesometro”), che andrà trasmessa entro il prossimo 1° ottobre, in quanto il nuovo termine del 30 settembre cade anch’esso in un giorno festivo.
 
In particolare, ricorda l’Agenzia, la proroga coinvolge solo il termine per l’invio delle informazioni relative allo spesometro e non anche quello dei dati relativi alla liquidazione periodica Iva del secondo trimestre, ed è stata prevista proprio per evitare sovrapposizione tra i due adempimenti. La circostanza è confermata dai lavori parlamentari preparatori della legge di bilancio 2018.

Fonte: Agenzia Entrate

giovedì 13 settembre 2018

Bonus pubblicità, definiti modello e modalità di fruizione del credito

Approvato, con il provvedimento del capo dipartimento per l’Informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, datato 31 luglio 2018 il modello di comunicazione telematica necessaria per l’accesso all’incentivo fiscale riconosciuto in caso di investimenti pubblicitari incrementali realizzati sulla stampa e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale.
L’agevolazione è stata introdotta dall’articolo 57-bis del Dl 50/2017, mentre il Dpcm 16 maggio 2018 n.90 ha stabilito, nel rispetto della normativa europea, le modalità applicative della misura e le regole per l’accesso al contributo.
 
La comunicazione deve essere presentata dalle imprese, dai lavoratori autonomi e dagli enti non commerciali che intendono beneficiare dell’incentivo per gli investimenti incrementali in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici (anche on line) e su tv e radio locali (analogiche o digitali), effettuati o da effettuare nell’anno agevolato.
 
Per la compilazione, attenzione all’anno
Nel modulo può essere barrata la casella corrispondente alla “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, contenente gli investimenti programmati per l’anno agevolato, o alla “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, in cui si dichiara la concreta realizzazione degli investimenti indicati precedentemente nella comunicazione di accesso al credito.
Attenzione per il 2017, la scelta è obbligata: va presentata soltanto la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”.
 
Nel caso in cui il contributo richiesto superi i 150mila euro, l’interessato deve rilasciare una delle seguenti dichiarazioni:
  • di essere iscritto negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa
  • di aver indicato nel riquadro “Elenco dei soggetti sottoposti alla verifica antimafia” i codici fiscali di tutti i soggetti da sottoporre alla verifica antimafia (articolo 85, Dlgs 159/2011). 
Comunicazione, soltanto on line
Il modello può essere presentato, esclusivamente per via telematica, al dipartimento per l’Informazione e l’editoria, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, direttamente dal richiedente il contributo o da una delle società dell’eventuale gruppo societario oppure da un intermediario abilitato.
L’accesso all’area riservata del sito delle Entrate dal quale effettuare l’invio può avvenire tramite Spid, le credenziali Entratel o Fisconline rilasciate dalla stessa Agenzia oppure con la Carta nazionale dei servizi.
Il sistema restituirà, sempre on line, l’attestazione della corretta trasmissione del modello.
 
Tempistiche diverse per la presentazione
Le dichiarazioni sostitutive per beneficiare degli investimenti 2017 e le comunicazioni per l’accesso al credito riguardanti gli investimenti 2018 devono essere presentate, separatamente, dal 22 settembre al 22 ottobre 2018. Invece, le dichiarazioni sostitutive relative agli investimenti 2018 dovranno essere trasmesse dal 1° al 31 gennaio 2019.
 
Il “responso” per il 2018 arriverà entro il prossimo 21 novembre: il dipartimento pubblicherà online l’elenco dei richiedenti con l’indicazione dell’eventuale somma teoricamente spettante, in attesa della ripartizione definitiva dei fondi stanziati. Un successivo provvedimento renderà noto l’ammontare del credito effettivamente fruibile per gli investimenti realizzati negli anni 2017 e 2018.
 
Ordinariamente
Il provvedimento del 31 luglio detta le modalità specificatamente per le annualità 2017 e 2018, in attesa del via libera della Comunità europea alla maggiorazione del credito d’imposta prevista (e temporaneamente sospesa) per le microimprese, le piccole e medie imprese e per le start-up innovative.
In via ordinaria, la comunicazione dovrà essere presentata dal 1° al 31 marzo di ciascun anno e la dichiarazione sostitutiva dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo.
Per ogni annualità può essere presentata soltanto un comunicazione e una dichiarazione sostitutiva, e in caso di più invii l’ultima è ritenuta quella valida.

Fonte: Agenzia Entrate

Decreto dignità: società sportive dilettantistiche

Il decreto abroga le disposizioni recentemente introdotte dalla legge di bilancio 2018 (articolo 1, comma 353 e seguenti, legge 205/207), che avevano previsto la possibilità, a partire da quest’anno, di esercitare le attività sportive dilettantistiche con scopo di lucro, in una delle forme societarie disciplinate dagli articoli 2247 e seguenti del codice civile.

Fonte: Agenzia Entrate